Sabato 22 Giugno - Ore 18:00

Di bellezza, grande e ovunque

Conversazione con il regista Paolo Sorrentino.

Identità allo specchio

Dal 2001, L’uomo in più del nostro cinema, Paolo Sorrentino, ha fatto professione di fede in sé stesso, in direzione garbata e contraria rispetto al cinemino de ‘noantri, in ossequio a una volontà di potenza stilistica, e in presenza di un asseverato miracolo: dell’osceno talvolta e della scena sempre, dell’amore e le sue conseguenze, della bellezza grande e ovunque. Internazionale per dipartita – dal Neorealismo – presa, magniloquente per identità manifesta, luogotenente per immagini e suoni, in poco più di vent’anni Sorrentino s’è preso il nostro cinema, un Oscar (La grande bellezza, 2014) e licenza di stupirsi: la forma a corroborare la sostanza, la bravura e giammai l’abilità, il ferirsi a morte, e il rinascere per altre sinestesie. Con l’ultimo Parthenope, canto di sirena e invero figura d’Odisseo, parimenti autodeterminazione femminile e determinazione autoriale, ritrova Napoli e un’autobiografia, più che immaginaria, immaginata, specchiando sé stesso e gli spettatori nella comune appartenenza d’homo videns: “Antropologia è vedere”. crea un titolo per questo incontro

In dialogo con Federico Pontiggia, Il Fatto Quotidiano.

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