Taobuk vola in Marocco per il SIEL – Salon International de l’Édition et du Livre 

Sabato 18 maggio alle 18, a Rabat, Antonella Ferrara e Alfio Bonaccorso dialogano di “Sicilia e Mediterraneo” con gli scrittori Gaetano Savatteri ed Evelina Santangelo, che presenterà il suo libro “Il sentimento del mare”. L’incontro è organizzato dall’Istituto italiano di Cultura, su impulso del Ministero degli Esteri – Direzione Generale per la Diplomazia Pubblica e Culturale

Riflettori internazionali puntati su Taobuk al Salone Internazionale dell’Editoria e del Libro di Rabat, che dedica un padiglione di 170 metri quadrati alla letteratura del Bel Paese, intitolato “Lo stupore della Cultura Italiana”. Dieci giorni di incontri con i grandi protagonisti delle arti, delle Belle Lettere e della gastronomia made in Italy, con un focus, sabato 18 maggio, sulla Sicilia e sui suoi scrittori. L’incontro, dal titolo “Sicilia e Mediterraneo”, è organizzato dall’Istituto italiano di Cultura diretto da Carmela Callea, su impulso del Ministero degli Esteri – Direzione Generale per la Diplomazia Pubblica e Culturale diretta da Alessandro De Pedys.

Se c’è un superpotere di cui l’Isola può andare fiera è abbattere le frontiere, sfrangiare i confini, creare connessioni. Ce lo hanno insegnato Sciascia e Pirandello, con i loro capolavori. E ora questo ruolo, così importante e delicato, di ambasciatore della cultura siciliana all’estero è affidato agli autori contemporanei. Come Gaetano Savatteri, il padre letterario di Màkari, ed Evelina Santangelo, che nel suo ultimo libro ha scolpito storie che galleggiano sul mare. E ai festival, come Taobuk, che ha nel suo dna la contaminazione tra le arti e il dialogo tra i popoli.

 

Nessun complesso da Cenerentola per l’Isola amata da Goethe. La Sicilia non è la frontiera, ma la cerniera del Mediterraneo. Protagonista sul palcoscenico mondiale, è il centro del Mare Nostrum. È per questo che il festival diretto da Antonella Ferrara diventa ogni giorno più cosmopolita. Non solo per il parterre di ospiti internazionali – tra cui quest’anno il premio Nobel Jon Fosse – che edizione dopo edizione animano per cinque giorni Taormina. Ma anche per il ruolo nevralgico che Taobuk riveste: come catalizzatore della cultura, agorà del libero pensiero e del dialogo. Per allenare la mente a superare le barriere. Con un libro, una riflessione, un’opera d’arte.

Taobuk, d’altronde, non sarebbe potuto nascere se non a Taormina, crocevia di culture. Perché, come osserva l’ambasciatore italiano in Marocco, Armando Barucco:

L’identità, d’altronde, è proprio il tema dell’edizione di quest’anno, e la presenza del festival prima a Tunisi, ora a Rabat, non è un caso. Come dice Antonella Ferrara, presidente e direttore artistico: “Non c’è identità senza alterità, ed è sul continuo dialogo con l’altro-da-sé, sull’apertura alla diversità, che Taobuk imposterà le coordinate per esplorare il concept scelto per l’edizione 2024”. Sabato 18, alle 18, maggio capiremo insieme perché.

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