La letteratura, un ponte tra la Sicilia e l’Africa: Taobuk brilla sul palcoscenico internazionale della FoireInternationale du Livre di Tunisi

La letteratura, un ponte tra la Sicilia e l’Africa: Taobuk brilla sul palcoscenico internazionale della Foire Internationale du Livre di Tunisi

Antonella Ferrara, presidente e direttore artistico di Taobuk: “Palesi e sedimentate affinità legano la nostra Isola alla nazione tunisina, a testimonianza della fratellanza che unisce i popoli del Mare Nostrum

La prima trasferta africana di Taobuk si è da poco conclusa. Lunedì scorso, alla Fiera del Libro di Tunisi, che vede l’Italia Paese Ospite, si è tenuta la lectio magistralis dello scrittore e giornalista Matteo Collura, con l’intervento di Antonella Ferrara, presidente e direttore artistico di Taobuk, e di Alfio Bonaccorso, direttore esecutivo del festival. L’appuntamento, dal titolo “La letteratura siciliana, ovvero l’Europa che comincia e finisce”, è stato curato dall’Istituto italiano di Cultura diretto da Fabio Ruggirello, su impulso del Ministero degli Esteri – Direzione Generale per la Diplomazia Pubblica e Culturale, diretta da Alessandro De Pedys.
Tanti gli spunti emersi. Suggestioni che si sono rincorse lungo il filo della letteratura, trait d’union tra la Sicilia e l’Africa, “fonte – ha osservato Ferrara – di vicendevole arricchimento, come un rispecchiamento, un’osmosi”. “Je suis un fils de Mario Scalesi”. Lo ha detto Moncef Ghachem, grande narratore magrebino, riconoscendo nel poeta siculo-tunisino il suo padre letterario. Lo ha ricordato, davanti alla folta platea, la stessa Ferrara, sottolineando come “proprio Ghachem, uno dei maggiori cantori del Mare nostrum, abbia costruito la sua opera come un ininterrotto romanzo della memoria marina, in cui si mescolano la sapienza e le storie dei pescatori tunisini e siciliani”.

Se la letteratura unisce, arricchisce, crea ponti tra le Nazioni – e ne sono prova le opere immortali di Sciascia, Verga, Pirandello, per dirne alcuni – i festival e le manifestazioni dedicate al libro, come Taobuk e la Foire du Livre, sono le agorà del libero pensiero.

“Hanno una missione: intessere il dialogo tra i popoli. E una responsabilità: sostenere un dibattito costruttivo”.

Una responsabilità “storica” che Abraham Yehoshua ha invocato, in occasione della sua partecipazione a Taobuk nel 2017, e che lunedì Ferrara ha ribadito nella capitale tunisina.

“Partecipare alla Foire du Livre è dunque per Taobuk scrivere un nuovo entusiasmante capitolo sulla riflessione letteraria, geopolitica e artistica che esplora le criticità ma soprattutto le potenzialità dell’area mediterranea e la sua specificità, legata tra l’altro al pensiero filosofico classico come alle tre religioni monoteiste – ha detto Ferrara – Ad emergere è così il Mediterraneo con il suo portato inclusivo di valori e stratificazioni, che ha nella Sicilia un teorema emblematico. Invitando edizione dopo edizione i protagonisti del nostro tempo, Taobuk ha portato avanti un’analisi in progress del presente con una prospettiva plurale: e se il tema della scorsa edizione ruotava sulle libertà dei singoli e della collettività, la prossima ruoterà sull’individuazione e rispetto delle diverse identità, che è alla base della convivenza pacifica delle nazioni e delle civiltà”. Non è che una piccola parte del lungo e appassionato intervento del presidente di Taobuk, costruito intorno ad alcune parole chiave: affinità, fratellanza, dialogo. Perché, come spiega Ferrara, “le affinità palesi e sedimentate, che legano la nostra Isola alla nazione tunisina, sono la testimonianza della fratellanza che unisce, nelle diversità più o meno spiccate, i popoli del Mare Nostrum”.

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