Dopo sei anni di assenza, Glenn Cooper ha scelto Taobuk per tornare in Italia.

Dopo sei anni di assenza, Glenn Cooper ha scelto Taobuk per tornare in Italia.

Mistero, intrighi, suspense, avventura. I suoi bestseller, tradotti in oltre trenta lingue, sono stati venduti in milioni di copie in tutto il mondo. Cooper l’archeologo, Cooper il medico. Cooper lo scrittore di successo che scava nei labirinti dell’animo umano e indaga i rapporti tra etica, scienza e religione, con la sua penna colta e affilata. L’appuntamento con il re del mistery è domenica 23 giugno. Da Taormina partirà, quindi, il suo tour per il lancio del nuovo e attesissimo romanzo, L’ultimo conclave, in uscita l’11 di giugno e in preorder sugli store online. Occhi puntati, quindi, sull’episodio conclusivo della saga di Cal Donovan, il professore di Teologia dell’Università di Harvard che, grazie alle sue doti brillanti, viene coinvolto in un caso intricatissimo. Quando, a soli due anni dall’elezione, papa Giovanni XXIV viene trovato morto nel suo letto, il Vaticano deve superare in fretta lo sconcerto e organizzare un nuovo conclave. Il primo giorno, dopo la tradizionale processione dei cardinali elettori, vengono chiuse le porte e sancito l’extra omnes. Si attende l’esito della prima votazione. Le ore passano, nessuna fumata dal comignolo su cui sono puntate migliaia di telecamere. Né nera né bianca. Niente di niente. Preoccupata, la segretaria di Stato compie un atto senza precedenti: rompe il sigillo del conclave e apre le porte. E la scena che si trova davanti è surreale. La Cappella Sistina è vuota. I cardinali elettori sono svaniti nel nulla. Un mistero che ne cela tanti altri. Cooper, del resto, in questo è un maestro.

 

 

Il parterre degli ospiti letterari è stato composto per confrontare dal vivo le loro riflessioni sul tema dell’identità, cogliendo affinità e differenze

Ecco allora che la partecipazione di Glenn Cooper, con le sue sfaccettate anime di archeologo, medico e narratore di sapienza teologica, si aggiunge alle adesioni già annunciate del premio Nobel norvegese Jon Fosse, ricco di quell’afflato spirituale che ne pervade vita e opere; della francese Yasmina Reza con la sua acuta indagine sociologica; dello statunitense Jonathan Safran Foer intento allo scandaglio delle radici familiari – spiega Antonella Ferrara – È in questa prospettiva che il festival esprimerà ancora una volta la propria vocazione multidisciplinare: cinema, musica, danza e arti visive con la performing art provocatoria di Marina Abramovic. Fino alle sezioni dedicate alla geopolitica, alla medicina e alla scienza.

Taobuk si conferma così straordinaria fucina di idee per un’attenta analisi del presente, affidata ai maître a penser che convergeranno a Taormina da ogni parte del mondo. Con l’imperativo di affermare il rispetto reciproco tra le identità dei singoli e dei popoli”.