Anish Kapoor è tra gli artisti più influenti della scena contemporanea. Celebre per le sue sculture monumentali in grado di sfidare le nostre percezioni, Kapoor ha sempre dichiarato di considerarsi «un pittore che lavora come scultore»: l’idea stessa di pittura attraversa tutta la sua ricerca, e la pittura degli ultimi anni ne è il prolungamento più diretto.
Come tutte le sue opere, anche i suoi quadri appaiono sospesi nel tempo: oggetti inquietanti e potenti che esplorano la dimensione viscerale dell’esistenza attraverso una tecnica materica e gestuale. Il rosso – come sangue vivo, carne ferita o magma vulcanico – diventa protagonista assoluto. Figure incerte, macchie che si dissolvono, eruzioni che emergono da una materia densa e violenta. Per Kapoor il pigmento non serve a colorare una superficie: è la sostanza stessa dell’opera, un luogo in cui vita e morte, presenza e assenza, creazione e distruzione si con frontano senza sosta.
Queste immagini misteriose non offrono risposte, ma ci pongono di fronte alla tragedia del nostro essere nel mondo, invitandoci a trovare la fiducia di andar e verso l’ignoto e accettare la fragilità della condizione umana.
Un progetto di Galleria Continua e Taobuk Festival. A cura di Arturo Galansino.
Con il sostegno delle Città di Taormina e del Parco Archeologico Naxos Taormina.
In collaborazione con Enel, presenting sponsor dell’iniziativa.