Taobuk Awards 2026

I Taobuk Awards 2026 rendono omaggio alla fiducia intesa come responsabilità condivisa, premiando figure che, attraverso le loro opere, ne hanno messo in luce la forza trasformativa.

I Taobuk Awards 2026 rendono omaggio a personalità che, attraverso linguaggi diversi, hanno saputo costruire nel tempo un’opera capace di incidere nel dibattito culturale contemporaneo. La scelta dei premiati riflette la natura trasversale del festival e si misura con il tema della XVI edizione, che individua nella fiducia una condizione essenziale del vivere civile e del fare cultura.

Ad aprire idealmente il parterre dei premiati sono le figure insignite del Taobuk Award, provenienti da ambiti diversi ma accomunate da una stessa tensione etica e creativa: Dacia Maraini, Adonis e HAUSER.

In ciascuno di loro, la fiducia non si presenta come dichiarazione astratta, ma come gesto fondativo dell’opera: fiducia nella parola, nella possibilità del dialogo, nella capacità dell’arte di aprire spazi di comprensione.

Con una scrittura lucida e insieme partecipe, Dacia Maraini ha attraversato oltre mezzo secolo di letteratura interrogando i nodi irrisolti della società contemporanea. Nei suoi romanzi, nel teatro e nella saggistica, la fiducia si manifesta come ostinazione civile: fiducia nella voce delle donne, nella memoria come strumento di consapevolezza, nella letteratura come luogo di responsabilità. Le sue figure femminili, mai vittime passive, abitano il conflitto senza rinunciare alla possibilità di trasformazione. È una fiducia esigente, che non ignora le ferite della storia ma continua a credere nella forza emancipatrice della parola.

Nel percorso poetico e intellettuale di Adonis, la fiducia si radica nella lingua stessa. Riformatore della poesia araba contemporanea, ha concepito la scrittura come spazio di libertà e di interrogazione critica, attraversando tradizione e modernità senza cedere a semplificazioni ideologiche. Nei suoi versi e nei suoi saggi, la fiducia non è consolazione ma ricerca: è l’atto di affidarsi al pensiero come strumento di trasformazione, di credere che il dialogo tra culture possa ancora generare conoscenza reciproca. In un tempo segnato da fratture e conflitti, la sua opera testimonia la possibilità di una parola che costruisce ponti senza rinunciare alla complessità.

Con HAUSER, violoncellista di fama internazionale, la fiducia assume una forma musicale e immediata. La sua interpretazione supera le barriere tra generi, pubblici e tradizioni, restituendo alla musica la sua funzione primaria: creare connessione. Nel suo percorso, che intreccia repertorio classico e sensibilità contemporanea, la fiducia è nella capacità dell’arte di parlare a tutti, senza mediazioni, affidandosi alla forza espressiva del suono. È una fiducia che si rinnova a ogni esecuzione, nel patto silenzioso tra artista e pubblico.