Finlandia (1987) di Valerio Adami
La Fiducia, tema portante della sedicesima edizione di Taobuk, ha trovato la sua forma visiva nell’opera di Valerio Adami, tra i pittori che più profondamente, nel Novecento europeo, hanno saputo fare dell’immagine un atto di pensiero. Nel Manifesto, una donna si abbandona all’uomo che la sostiene, mentre lui scruta l’orizzonte con la fierezza di chi accetta il peso di essere scelto. I due si trovano su una piccola imbarcazione che avanza verso l’ignoto, in un paesaggio nordico in cui il colore brucia con la precisione di chi sa esattamente cosa sta cercando di dire. Il contorno nero che scandisce le figure, i colori piatti e luminosi che si accostano senza mai sfumarsi: è la grammatica inconfondibile di un maestro la cui pittura non descrive il mondo ma lo interroga. In quella piccola imbarcazione c’è già tutto ciò che il tema della Fiducia porta con sé: il rischio, la scelta, la disponibilità a muoversi verso ciò che non si vede ancora, affidandosi a qualcuno con la certezza – fragile e necessaria – che saprà sostenerci. Ne scrive Vera Agosti, critica e storica dell’arte:
La donna si stringe all’uomo, in un atto di totale fiducia; un abbandono sentito, desiderato, necessario. L’uomo la sostiene e nel contempo il suo sguardo scruta l’orizzonte in maniera fiera e coraggiosa. È sicuro di sé, delle sue capacità e possibilità. I due innamorati si trovano su una piccola imbarcazione, simbolo della vita, che avanza verso l’ignoto, spinta dall’artista stesso che li guarda, in un paesaggio luminoso che noi osservatori non conosciamo. L’opera Finlandia del 1987 di Valerio Adami rappresenta perfettamente il tema della fiducia, quella sensazione di sicurezza che proviamo verso qualcuno o qualcosa, che ci rende disponibili a essere vulnerabili rispetto alle azioni dell’altro, basandoci sulla convinzione che questi agirà in modo positivo nei nostri confronti, permettendoci di stabilire legami significativi. Ma anche la fiducia in noi stessi, nel futuro, nella nostra abilità di muoverci nel mondo, sempre più instabile, frammentato e violento. L’aspettativa per cui l’umanità ancora si adoperi per il bene comune.
Il titolo Finlandia deriva dall’omonimo poema sinfonico di Jean Sibelius composto per celebrare l’indipendenza finlandese. È stato dipinto a Turku, l’antica capitale, dove l’artista ebbe l’occasione di ascoltare Sibelius, quello straordinario compositore contro il quale Adorno aveva tanto inveito, e che di conseguenza lui stesso aveva rifiutato in passato. Il dipinto racconta quindi un senso di colpa dell’artista e una richiesta di perdono.
Il lavoro ben testimonia la poetica del Maestro: le figure sono delineate dall’inconfondibile contorno nero, mentre i colori bidimensionali brillano per la loro luminosità, raffigurando un ambiente nordeuropeo, scoperto in uno dei tanti viaggi dell’artista. Valerio Adami stesso annota in Sinopie. Luoghi e confessioni (Abscondita, 2025), raccolta dei suoi scritti: “Solo vivendo nel paesaggio nordico, in primavera, si conosce il colore: le grandi superfici azzurre si accostano al giallo, il cielo rosso al verde cupo della terra, e questo è dentro la musica di Sibelius.” E ancora: “Il Nord mi ha insegnato che il colore è innesto di luce. Il paesaggio si dipinge di viola e giallo se il sole è all’orizzonte. (…) Colori in contrasto tra loro, per esempio: un piccolo giallo forte su una campitura piatta e scura — è questa una strategia del figurare. Troppe luci e troppe ombre in un eccesso di pennellata sono i parassiti del colore, e la pittura non è fatta di pitturato.”
Il paesaggio diventa allora un laboratorio cromatico sull’essenza stessa del dipingere, come sempre nell’opera di Adami.
L’artista: Valerio Adami
Nato a Bologna nel 1935 e formatosi all’Accademia di Brera, Valerio Adami ha costruito nel corso di oltre sessant’anni uno dei linguaggi pittorici più riconoscibili del Novecento. Le sue figure, scandite dal netto contorno nero, abitate da campiture di colore piatto e luminoso, hanno saputo tenere insieme la cultura popolare e il pensiero filosofico, facendo di lui un interlocutore privilegiato di Jacques Derrida, Walter Benjamin, Jean-François Lyotard. Ha vissuto e lavorato tra Milano, Parigi e la Normandia. Le sue opere sono conservate nei principali musei del mondo, tra cui il Centre Pompidou, il MoMA di New York e la Tate Gallery di Londra. Nel 2025 ha pubblicato Sinopie. Luoghi e confessioni (Abscondita), raccolta dei suoi scritti — un libro che rivela quanto, in Adami, dipingere e pensare siano sempre stati la stessa cosa.