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Edizione 2021

«Pensare il cambiamento che stiamo attraversando in termini di metamorfosi significa cogliere il nodo cruciale: sono cambiati parametri, perché sono cambiate le certezze che fondano il nostro mondo»

Ulrich Beck

La Metamorfosi, come trasformazione dettata dall’imponderabile, vera costante del cammino individuale e collettivo.

Narciso che si strugge d'amore per se stesso fino a morirne e trasformarsi in fiore. Pigmalione le cui carezze tramutano la statua da lui scolpita in una bellissima donna in carne ed ossa. Sono tra le più significanti metamorfosi che punteggiano la galassia del mito classico. Oltre cento ne narra il solo Ovidio.

Metamorfosi in senso stretto e proprio (dal greco meta, oltre, e morphos, forma), ovvero trasformazione in altro da sé con caratteristiche del tutto diverse, non evolutive, in discontinuità rispetto all’originale: è a questo riconfigurarsi radicale della sostanza materiale e immateriale che è dedicata la riflessione dell’undicesima edizione di Taobuk, conducendo un ragionamento sulla forza e i risvolti di uno stravolgimento in sé imprevedibile, che può inglobare assetti e individui, tempi e ambienti.

Succede in scienza e in natura la metamorfosi, e con altrettanto stupore innerva di sé filosofia, arte e letteratura. Si potrebbe sfogliare un catalogo infinito: dal Pinocchio di Collodi al racconto di Stevenson Lo strano caso del Dr. Jeckyll e Mr. Hyde, dal Frankenstein di Marry Shelley alla Metamorfosi di Kafka al migliore repertorio fantasy, da Tolkien ai fumetti con gli eroi mutaforma. Per approdare alle più recenti declinazioni sul tema, in cui gran ruolo assume l’intelligenza artificiale.

Metamorfosi nelle forme e nelle geometrie dell’umano è quella scatenata dalla rivoluzione digitale, dai cambiamenti climatici e, in ultimo, dallo stravolgimento apportato dallo scenario postpandemico, sia nella dimensione geopolitica europea e internazionale, che nella sfera individuale e sociale.

E la letteratura e le arti sono lo specchio di eventi eccezionali in cui la stessa storia dell’umanità può essere letta come una inarrestabile metamorfosi.

Antonella Ferrara
Presidente e Direttore Artistico