Edizione 2019

"Ci sono due tragedie nella vita: non riuscire a soddisfare un desiderio e soddisfarlo."

Oscar Wilde

Cos’è il desiderio se non la spinta propulsiva di ogni nostra intenzione e azione, il motore delle scelte individuali che spesso diventano azioni collettive, la ragione fondante di ogni scelta e dunque la componente fondamentale della storia individuale e di quella universale?

Il desiderio è una pulsione che ci accomuna e ci sovrasta, energia che ci ricollega al divino.
La letteratura stessa nasce dal desiderio di narrare e ascoltare una storia, comune o più spesso eccezionale, vera o meglio inventata.

È l’insaziabile voluttà del racconto che in Sherazade diventa strumento di salvezza, primo esempio di un meccanismo testuale che dalla novellistica antica approda al feuilleton fino a Borges e Calvino.

D’altra parte, sembra profilarsi all’orizzonte una nuova forma di schiavitù: l’uomo senza desideri, condannato a conseguire un godimento schiacciato sul consumo compulsivo e perennemente insoddisfatto.

Ma si può, davvero, rinunciare al desiderio senza rinunciare ad essere uomini?

Riproduzione dell’opera donata dal Maestro Ezio Gribaudo e ispirata al tema della nona edizione